"Libido sciendi, desiderio sfrenato per il sapere, brama per il comprendere, è un motto inciso negli uomini e nelle donne migliori. Tale è pure la vocazione del maestro. Non esiste una professione di maggiore privilegio. Risvegliare in un altro essere umano forze e sogni superiori alle proprie; indurre in altri l’amore per quello che amiamo; fare del proprio intimo presente il loro futuro: è una triplice avventura senza pari."
Il giorno è il 15, il mese è quello di ottobre, beh, sì, so bene che data segna il mio calendario, specialmente perché oggi è giovedì e non lavoro, ma tutti quanti sono usciti presto di casa per campare. Ed io sono qui. La dolce vita di un giovedì santo, ops, santo, no. Beato.
Tanti dovrei nominare qui se volessi lasciar registrato un mio omaggio per la data: Giuseppina Martinelli ( già citata qui anteriormente) grande ispirazione; Maria Franca Zuccarello fonte di risorse infinite, le dedico la mia gratitudine e la mia carriera. Essere umano indescrivibile, professionista illibata.
Ma oggi vorrei dedicare questo piccolo spazio alla mia fonte ispiratrice, a colui che mi guida e mi conduce, che mi fa vibrare l'animo, che mi provoca, mi stuzzica. A colui/colei che mi fa girare ore e ore alla ricerca di una piccolissima informazione; a colui che mi rallegra nei momenti tristi; che mi ricarica le batterie ad ogni nuova domanda, a colui che mi fa dimenticare l'amarezza di un lavoro poco riconosciuto e rispettato.
Dedico oggi il mio omaggio a chi mi sfida giornalieramente a portarli delle novità, ad agire con correttezza, ad avere sempre la brama di lavorare, insomma dedico queste righe a colui/colei che mi fa dimenticare che quando entro in classe non lo faccio per lavorare tanto meno per professare un bel nulla bensì per condividere due volte alla settimana l'amore per la lingua di Dante.
Grazie, caro alunno, sei tu la ragione della dedizione e dell'amore che ho per il mio mestiere.
Informazioni sul'lItalia. Studio dell'italiano. Dubbi sulla lingua italiana ( se studi l'italiano). Scambi di esperienze tra studenti d'italiano. Divertimenti. Giochi. Buone canzoni ( almeno quelle che io ritengo buone). Specialmente scambi di opinoni su TUTTO. Su tutti, no perché non siamo pettegoli.
giovedì 15 ottobre 2009
Dedicato a
domenica 4 ottobre 2009
Que saudade!
Ciao, carissimi lettori e seguitori.- Rio non era ancora stata scelta come sede delle Olimpiadi del 2016,

- Messina non era ancora stata inondata dal fango,
- Io non mi ero ancora deliziata con 1808 di Laurentino Gomes. Squisitissimo!

- Mercedes Sosa era nacora viva, alla quale segue l'omaggio con il video della canzone 'Gracias a la vida' cantata da Gabriella Ferri in italiano, "Grazie alla vita"

- il nuovo libro di GenetonMoraes Neto non aveva ancora pubblicato il suo bellissimo "Dossiê Gabeira, o filme que nunca foi feito la cui lettura io raccomando e tanto,

- io non avevo ancora fatto quell'esame per traduttori del tipo Highlander che ho sostenuto l'ultimo 27,
- Tsunami e terremoti non avevano ancora distrutto Sumatra. Dio.
- Il mio amico d'infanzia Rogerio Lucas Gonçalves era ancora tra noi. Riposati in pace, carissimo amico!
Grazie alla vitaChe mi ha dato tanto, Mi ha dato due occhi Che quando li apro Chiaramente vedo Il nero e il bianco, Chiaramente vedo il cielo alto Brillare al fondo, Nella moltitudine L'uomo che amo. Grazie alla vita Che mi ha dato tanto, Mi ha dato l'udito Così certo e chiaro Sento notti e giorni Grilli e canariniTurbini martelli E lunghi pianti di cani E la voce tenera del mio amato Grazie alla vita Che mi ha dato tanto, Mi ha dato il passo Dei miei piedi stanchi Con loro ho attraversato Città e pozze di fango Lunghe spiagge vuote Valli e poi alte montagne E la tua casa la tua strada Il tuo cortile Grazie alla vita Che mi ha dato tanto, Del mio cuore in petto Il battito chiaro Quando guardo il frutto Della mente umana Quando vedo la distanza Tra il bene e il male Quando guardo il fondo dei tuoi occhi chiari Grazie alla vita Che mi ha dato tanto Mi ha dato il sorriso E mi ha dato il pianto Così io distinguo La buona o brutta sorte Così le sensazioni che fanno Il mio canto Grazie alla vita Che mi ha dato tantolunedì 21 settembre 2009
GIURO

Carissimi io giuro che non vi ho abbandonato, sarò di ritorno quando meno l'aspettate. Continuate a seguire il blog, non lasciate di fare commenti, critiche e suggerimenti. ecc.
lunedì 14 settembre 2009
Silenzio... e omertà
lunedì 7 settembre 2009
1000
giovedì 3 settembre 2009
Per studiare l'italiano

Salve!
domenica 30 agosto 2009
LA BIENNALE DI VENEZIA


L'INSEGNANTE
L’insegnante ha sempre torto (Jô Soares)
Il bene meno prezioso che c'è nel commercio è l’insegnante!
È giovane, non ha esperienza.
È vecchio, è fuori moda.
Non c’ha l’automobile, è povero diavolo.
C’ha l’automobile, si lamenta senza motivi.
Parla a voce alta, “ ma quanto schiamazza questo”
Usa un tono normale di voce, “ma non ci si sente nulla!”
Se non manca mai al lavoro, è stacanovista.*
Ha bisogno di mancare, è turista.
Chiacchiera con i colleghi, sta a sparlare a spalle degli alunni.
Non chiacchiera, è uno sbadato.
Imparte troppi contenuti, non prova pena dei poveri allievi.
Imparte meno contenuti, non prepara bene gli alunni.
Ama fare scherzi in classe, pensa di essere un buffone.
Non ama scherzare molto, è un rompiscatole.
Rimprovera gli studenti, è un maleducato.
Non rimprovera, non sa comandare.
Se gli esami sono lunghi, non c'è tempo per finirlo.
Se gli esami sono corti, dà poche chance agli studenti.
Se scrive troppo, non sa spiegare.
Se spiega troppo, il quaderno rimane vuoto.
Parla con un linguaggio accurato, nessuno ci capisce.
Usa il linguaggio degli studenti, è privo di vocabolario.
Se esige, è rozzo.
Se elogia, è sarcastico.
Per l’alunno bocciato, è un boia .
Per l’alunno promosso, un babbeo.
Non c'è dubbio, l’insegnante ha sempre torto, ma se hai letto tutto fin qui, ringrazialo/la”.
1. agg. TS stor. ® stacanovistico | agg., s.m. e f., seguace, fautore dello stacanovismo sovietico
2. agg., s.m. e f. CO estens., spec. spreg., che, chi mostra eccessivo zelo nello svolgere il proprio lavoro: non fare lo stacanovista!
Ringrazio l'invio a Laura Rainho.
mercoledì 26 agosto 2009
INTERVISTA
lunedì 24 agosto 2009
LIMITI DELLA PUBBLICITÀ
cànna: cànnas. f.unico genere di piante delle cannacee; ha larghe foglie verdi o rosse, ed è coltivato nei giardini per i fiori a racemi o pannocchie dai vivaci colorinome generico di alcune piante graminacee ad alto fusto; la più diffusa è la canna comune (chiamata anche semplicemente canna) che si trova in ambienti palustri ed ha un fusto di circa due metricanna da zucchero, originaria dell'India e della Polinesia, attualmente coltivata nei paesi caldi e umidi; dal suo midollo si estrae il saccarosio usato per la fabbricazione dello zucchero; canna d'India, specie di palma rampicante, tipica dell'India, della Malesia e dell'Africa equatoriale; dal suo fusto sottile e flessibile si fanno canne da pesca e bastoni da passeggio; canna di bambù, V. bambùoggetto tubolare lungo e sottile, ottenuto da un fusto di canna o simile ad esso: la canna della pipa, la cannuccia di questo arnese; canna fumaria, tubo di scarico per il fumo di una caldaia, d'una cucina e sim.poet. zampognafam. esofago; trachea o, semplicemente, golamisura pop. di lunghezza, di valore variabile secondo i luoghi, che, comunque, si aggira intorno ai due metri.





